62016Dic
Alberto Forchielli, la fame e il Vahalla

Alberto Forchielli, la fame e il Vahalla

In questi giorni, sollecitato da una nostra vecchia collaboratrice, sto leggendo “Il potere è noioso” di Alberto Forchielli. Personalmente mi sembra una pesante critica al Sistema Italia nel suo complesso che non posso non condividere.

In questo blog, dove ci dilettiamo a trattare temi legati al project management e all’imprenditoria, vorrei però trattare quello che secondo me è uno dei temi principali del libro: LA FAME.

Non so bene come si possa spiegare questo concetto ma è il centro del mio modo di essere un imprenditore. Per vincere, per fare bene il proprio mestiere, per raggiungere i risultati bisogna avere fame.

Per alzarsi dopo una serie di sconfitte e continuare a lottare e sperare bisogna avere fame.

Tutte le nostre tecniche di gestione, tutte le nostre lauree e titoli, impallidiscono davanti ad un giovane ragazzo cinese che è appena uscito dalla povertà ed ha fame di vittoria.

Will Smith l’attore, diceva che per lui non è mai esistito il piano B. Era povero e aveva fame. E questo gli ha permesso di sviluppare tutto il suo potenziale e conquistare Hollywood.

Dobbiamo uscire dalla nostra comfort zone, dove tutto è già deciso e politically correct e affrontare la globalizzazione come una volta affrontavamo i mari tempestosi in quanto popolo di esploratori.

Se inizi un progetto e hai fame, arrivi presto in ufficio e finisci tardi. Usi tutti gli spazi liberi per fare network, studiare, cercare nuove soluzioni, incontrare gente.

Quindi la questione è capire prima di tutto se si ha fame e su cosa puntare per far uscire fuori questa forza. Senza di essa faremo sempre progetti mediocri, anzi vivremo da mediocri e i progetti ne saranno una conseguenza. Voteremo persone mediocri da mandare in parlamento per poi lamentarci di come fanno.

Per entrare in BRICs da sempre la prima cosa che guardiamo è se il candidato ha fame. Non importa quale percorso di studi ha fatto (da noi son passati sia ingegneri che economisti che umanisti di varia natura). Se hai fame il “mestiere” te lo insegniamo noi molto volentieri. Ma se non hai fame le 4 di mattina per consegnare un progetto alla Comunità Europea non le farai mai.

Per questo nelle nostra selezioni ci teniamo sempre a far fare un primo periodo di prova molto duro per capire se davvero il candidato è adatto, cioè ha le giuste motivazioni.

Concludendo vorrei fare solo una piccola critica al Forchielli pensiero. Piccolissima perchè la stima verso di lui è e rimane grandissima. E’ sbagliato consigliare ai nostri talenti di espatriare. Andare all’estero per un po’ di anni per vedere come funziona il mondo va bene. Andarsene definitivamente no. Se hai fame, davvero fame, le brutture, i ritardi, le inefficienze del nostro sistemi le riesci a sistemare lo stesso. Magari farai meno fatturato. Sarai meno ricco. Ma un posto a tavola con i grandi guerrieri del Vahalla ce l’hai garantito.

« Ecco là io vedo mio padre, ecco là io vedo mia madre e le mie sorelle e i miei fratelli, ecco là io vedo tutti i miei parenti defunti, dal principio alla fine. Ecco, ora chiamano me, mi invitano a prendere posto in mezzo a loro nella sala del Valhalla, dove l’impavido può vivere per sempre. »

Preghiera funebre dei Normanni, prima della battaglia finale – Il 13° Guerriero

Il 13° Guerriero

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